Progetto di Mobilita’ con il Galles-4 A Ragioneria- aprile 2013

Gli studenti della classe 4 A Ragioneria dell’Istituto Tecnico “C. Cattaneo” di San Miniato, Emily Bontà, Irin Borici, Guido Bruno, Federico Carli, Greta Corsi, Michael Esteban Gonzales, Francesco Falaschi, Francesco Falorni, Francesca Gallerini, Elisa Giani, Giulio Giunti, Gianluca Grotti, Edoardo Langone, Vanessa Lucarelli, Jonathan Morena, Giacomo Moretti, Evelina Parfeniuc, Leonardo Ricci, Florida Tabaku, Susanna Turini, Marco Veralli, Alessio Zingoni, accompagnati delle docenti Maria Adele Giannini e Cristina Giorgi si sono recati nella città di Abergele in Galles, per 15 giorni, dal 2 al 16 aprile 2013, per lavorare a un progetto dal titolo “Slow Food Marketing Plan” e hanno elaborato un “Marketing Plan” per la progettazione, realizzazione e promozione di uno “Slow Food Store” sul territorio gallese finalizzato alla vendita dei prodotti dello “Slow Food” di San Miniato e della Toscana, tenendo conto delle esigenze di mercato e del sistema economico e sociale del Galles.

Il team ha creato una presentazione “powerpoint” relativa al piano di Marketing. Gli studenti hanno svolto il loro lavoro in alternanza allo svolgimento di lezioni in lingua inglese, utilizzando molto i consigli e le informazioni dei professori madrelingua e del preside della Conlan School. Durante il soggiorno hanno svolto alcuni sondaggi,con interviste ai cittadini gallesi riguardo al loro parere sull’apertura di uno “Slow Food Store” per vendere specialità toscane sul territorio locale ed hanno riscosso grande entusiasmo e successo.

La presentazione del progetto è stata elaborata seguendo un preciso ordine : breve introduzione, micro e macroanalisi del sistema economico con la spiegazione di prodotto, prezzo, promozione e luogo vendita e lo studio della concorrenza. Infine i canali utili per la pubblicità, i metodi di distribuzione e le conclusioni. Al termine dell’attività i ragazzi hanno dimostrato come la migliore soluzione fosse instituire un “Pop-up”, ovvero un negozio comprensivo di ristorante ma temporaneo, per ridurre al minimo i costi nel breve periodo, avvalendosi almeno inizialmente dell’ appoggio di uno chef del territorio. Gli studenti hanno inoltre partecipato a  workshop, seminari e visite aziendali con esperti di Slow Food. Sono risultati particolarmente interessanti gli incontri con la fabbrica di sale marino Halen Mon, la fattoria produttrice di yogurt e formaggio Llaeth y Llan e con il coltivatore diretto dotato di uno shop integrato con il ristorante. Per di più al Centre for Alternative Technology i ragazzi sono stati sensibilizzati ai danni ambientali, indirizzandosi su prodotti “environmental-friendly”, cioè ecologici. E’ stata visitata perfino una High School, dove gli studenti hanno cucinato specialità toscane per i loro coetanei gallesi. Non sono mancate le visite guidate ad alcune città. Meritano di essere ricordate Conwy, dotata di uno splendido castello medioevale edificato sull’omonimo fiume, Chester, che vanta meraviglie come l’antico orologio panoramico, l’abbazia e il museo di storia romana, Llandudno, città sul mare dai bellissimi gabbiani e dalle piacevoli vie del centro e Liverpool, con il grande porto e il museo dei Beatles.

Questo progetto, finalizzato all’accrescimento delle competenze degli alunni delle Scuole Secondarie di II grado, attraverso lo svolgimento di attività formative ed esperienze pratiche da svolgersi presso istituzioni scolastiche all’estero, soprattutto al fine di promuovere la conoscenza e l’integrazione dei sistemi formativi europei di LifeLongLearning, è stato finanziato dalla Regione Toscana e aveva come obiettivo principale il far acquisire agli studenti la capacità di collaborare con gli altri in modo produttivo, valorizzando le proprie e le altrui competenze e promuovere la loro mobilità, comunicando in lingue diverse dalla propria, acquisire consapevolezza di culture e tradizioni diverse, sviluppare le loro abilità dirigenziali e il loro senso di responsabilità.

“L’esperienza è stata molto interessante e stimolante” affermano gli alunni “in quanto è stato un modo non solo di comunicare in lingua inglese, ma anche di conoscere gli usi, i costumi, il sistema scolastico, di marketing e legislativo di una nazione appartenente come la nostra all’Unione Europea”.

 

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